Libertà nella QuaranteÑa: Pensieri Liberi a 14000giri

Malagueña


Sarà che #IoRestoaCasa funziona solo mezza giornata per me.
Sarà che la Fase2 secondo me non è che una Fase1 con un altro nome. 

"Sarà che con tutto sto tempo libero nemmeno un articolo hai scritto?"

Guardate, avete ragione. Tutta la ragione. Ma è che la vita è quella cosa che ti capita mentre facendo altri piani.
No non mi sono perso. Ma ho avuto modo di portare a termine alcune attività rimaste in sospeso, per le quali dietro al solito scudo "non ho tempo" son rimaste come sospese in une tempo imperfetto. 
Ed è bellissimo arrivare alla fine e vederle complete. Dai libri al modellismo statico, passando per il riarmo del desmo due.
Sarà la primavera ed il cambio di stagione, sarà che sti media mediano "bene" lo stato sociale, ma io non ci sto e cambio canale. 
La voglia di uscire ci consuma, di tornare alla normalità. Stare di nuovo tutti insieme, magari in pista.
"Magari il 24 e 25 Maggio, non sarebbe male eh!"

Sogno dite? Mica tanto, perchè il Misano World Circuit riaprirà i suoi cancelli sulla Variante del Parco, dritti fino alla Rio, poi giù chiusi fino Quercia, che se stacchi male poi ti scordi di arrivare al Tramonto. Veloci fino al Curvone ci ritroviamo sparati nelle due curve del Carro.
Traguardo. Una corsa contro il tempo, che è sempre il più veloce, non ci sono MotoGP che tengano. 

E allora sì, sogno. Sogno ad occhi aperti della mia ultima volta in circuito.
..

Suonano alla porta, e tra un postino che va ed un corriere che arriva vedo la mia moto di tutto punto vestita. Ammicca, l'infingarda. Mi tenta con la sua voce tintinnante, le sue forme seducenti.
"Cosa vuoi che sia, basta che monti un attimo in sella. Al resto penso io.."
E siccome so resistere a tutto, tranne che alle tentazioni, mi ritrovo a stringerle i fianchi con le mie gambe. 
Basta! Andiamo a Misano! Nel 2019! Io torno al Classic!


Perchè il Classic vi state chiedendo?
 Perchè probabilmente è una di quelle poche gare rimaste in cui il paddock torna ad animarsi di tutta quella fauna che si credeva scomparsa da anni: camper come case a quattro ruote, i meccanici che sono piloti manager e pure cuochi.

Bambini che si districano tra uno scarico ed un cilindro. Insomma, sembra che gli anni 70 abbiano trovato un modo per non estinguersi del tutto.


Vado diretto ai box, saltando la sala stampa. Sarebbe strano ritrovarsi a guardare in terza persona "Gli Artigiani della Velocità". Così lascio il mio me del 2019 a sproloquiare su questo fantastico fazzoletto di terra che porta il nome di Romagna de Mutor e finalmente ci sono.
Eccoli, i funamboli assetati di velocità. Con le loro tute vecchie quanto le loro moto. Trasudano esperienza ed olio. Gare vinte perse o buttate poco importa perchè basta qualche rivetto, dello scotch e se scappa, pure qualche invocazione al Padre Eterno, che ha altro di sicuro a cui pensare.

Niente ingaggi stellari per questi Mandrake inguainati di pelle colorata. Gli sponsor? Sono sempre quei 4 amici che non perderebbero nemmeno una puntata di questa serie. Ed i motoclub, i  loro registi e produttori.

E li rivedo tutti lì, insieme. Quando l'ombra del virus Covid-19 manco sapevamo cosa fosse, al massimo conoscevamo questo di VYRUS..

Maurizio Livio Paolo Giancarlo Alessandro Marco Andrea Bianca Lorenzo Milco Fabio Elena e tutti gli altri. Cast corale per un'opera unica in costume.
I motori si accendono per il cosiddetto main event: alle 18 prenderà il via la gara valevole per il Campionato Europeo Vintage Endurance.
Vibrano sgraziati una volta svegliati.
Uno sguardo, un abbraccio e poi giù la visiera. Amici amici, amici un casco. Qui non si canta al modo delle rane..


Qui si corre col coltello tra i denti, in mezzo alla storia della Motocicletta da corsa. Come il Team Classic Suzuki, che sguaina una Katana affilata come un rasoio. Motore prelevato direttamente da una unità GSX1100 portato a 1200cc. 
Nuovi alberi a cammes, nuove bielle e pistoni forgiati. Alla voce ciclistica rispondono presenti il nuovo forcellone e il mono da competizione.

Non è da meno la Honda che campeggia sulla pit-lane, non troppo distante dalla cugina Suzuki. In questo caso si tratta di una Japauto 1100R da oltre 130hp a 8000giri del Team Power Racing.

Ed ancora: dal Team Motoport Uithoorn Racing la Kawasaki 1000 Endurance.

Ed infine dal 1978, un osso di quelli duri: la Ducati 900SS del Team ACR2.

E con un me ne frego in una mano, e uno sta bon nell'altra, partono. Provengono da mezza Europa e nemmeno lo capiscono il dialetto. Ma quel linguaggio è universale.
Shoot by Gianni Zangheri

La gara in sè, è una prova di resistenza. Oggi come allora. Non è uno sprint. Ma è un saper centellinare le proprie forze e gestirsi per arrivare alla fine. Che sia il traguardo o la fine della Fase2 poco importa.

Si tornerà ad una quasi normalità, torneranno a fiorire di ombrelloni le spiagge.
E ricominceranno le gare, le prove libere e le visite in circuito.
Ed io sarò lì, vostra guida, pronto ad aspettarvi: scala C ore 18:00. Con nuove storie da raccontarvi e nuovi amici da incontrare. Sempre con la stessa voglia.

Magari un po' più acciaccati, con qualche graffio in più nell'animo. 
Ma basta una pezza, una toppa e tutto torna come nuovo.

Il sogno finisce. Ma la mia moto contina a fissarmi. Manca poco mi dice.
Manca poco, le rispondo.
Dobbiamo ripartire, per tutti coloro che avrebbero voluto farlo ed oggi non possono.

Ciao Ragazzi,
ci vediamo in pista!

Post più popolari