WHAT YOU TALKIN BOUT WILLYS? BOUT EUGEeNE THE JEEP

WILLYS JEEP IN ITALY.



Il nome Jeep indica oggi comunemente non soltanto i modelli prodotti dalle case succedutesi nella proprietà del marchio, ma qualsiasi veicolo a quattro ruote adatto alla guida fuoristrada. Un nome, tra l’altro, di origini oscure. Forse rappresenta la trascrizione approssimativa della pronuncia americana dell’acronimo g.p., ovvero general purpose (vehicle) ‘(veicolo) per tutti gli usi’, Un’alternativa, molto più affascinante, è che jeep derivi da un personaggio poco noto del fumetto Popeye (alias Braccio di Ferro), tale Eugene the Jeep (una specie di cagnolino, proveniente da un’altra dimensione, capace di divenire invisibile, allungarsi a piacimento, leggere nel pensiero e vedere nel futuro), apparso per la prima volta in una striscia nel 1936. Particolare interessante: in un episodio del cartone di Popeye del 13 dicembre 1940 (si consideri che i primi veicoli Jeep videro la luce tra il 1940 e il 1941), Popeye Presents Eugene the Jeep, il personaggio in questione si presenta a Braccio di Ferro come se fosse alla sua prima apparizione, e dà alcune prove di grande agilità e furbizia.  (http://www.treccani.it/90anni/parole/1942-jeep-gip.html)



Durante la Seconda Guerra mondiale la jeep si era dimostrata un mezzo indispensabile, capace di funzionare ovunque, dalle mulattiere delle campagne italiane al deserto africano, dalla giungla delle isole del Sud-est asiatico alla neve della Russia. Furono queste qualità a indurre Brooks Stevens, geniale designer industriale (attivo, oltre che nel design automobilistico, nell’architettura d’interni, nella grafica, nella progettazione di treni), a scrivere:

It is entirely possible that a civilian version of the army jeep might be a most acceptable and desirable piece of transportation equipment. Conservatively styled versions of this jeep could be manufactured during the war to fill necessary civilian needs. [...] The civilian jeep could then be projected into a postwar “victory car” in a more completely styled form. [...] This car would have maneuverability, reasonable speed, greatly increased operating economy, and could be moderately priced (Brooks 1942: 84-85, 162).

(“È del tutto possibile che una versione civile della jeep in uso all’esercito sia un mezzo di trasporto accettabilissimo e desiderabile. Versioni di questa jeep che ne mantengano sostanzialmente lo stile potrebbero essere fabbricate durante la guerra per rispondere a imprescindibili bisogni civili. [...] La jeep civile potrebbe allora essere proiettata in una “macchina della vittoria” nel dopoguerra, in una forma stilistica più compiuta. [...] Questa macchina avrebbe manovrabilità, velocità ragionevole, economia operativa notevolmente maggiore, e potrebbe avrebbe un prezzo accessibile”).

 Nacque così la Willys Jeep Station Wagon, prima auto del genere dalla carrozzeria totalmente in acciaio, non in legno, ed economicamente accessibile.




A rare preserved Willys Jeep Station Wagon, and his owner.



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